Internet

Internet è percepita come la più grande rete telematica mondiale ed anche detta rete delle reti e collega alcune centinaia di milioni di elaboratori per suo mezzo interconnessi. Nell'arco di alcuni decenni è oggi divenuta la rete globale.
Creata negli anni sessanta come progetto del Dipartimento della difesa statunitense per lo sviluppo di una rete telematica decentrata, alla fine della guerra fredda è stata messa a disposizione di impieghi civili, collegando dapprima i principali centri universitari e raggiungendo poi, in modo ampio, l'utenza aziendale ed infine quella domestica.

Stampa Serigrafica

La serigrafia o stampa serigrafica è una tecnica di stampa artistica di immagini e grafiche su qualsiasi supporto o superficie mediante l'uso di un tessuto (o telaio di stampa), facendo depositare dell'inchiostro su un supporto attraverso le aree libere del tessuto. Il termine "serigrafia" deriva dal latino "seri" (seta) e dal greco "grafein" (scrivere o disegnare), dato che i primi tessuti che fungevano da stencil erano di seta.
La serigrafia come tecnica artigianale e industriale è stata adottata anche in ambiti artistici e commerciali sin dai primi del Novecento. In ambito commerciale è usata principalmente per stampare immagini su tessuti di seta, T-shirt, foulard, cappelli, CD, DVD, ceramica, vetro, polipropilene, polietilene, carta, metalli e legno.
Una volta disegnato o trasferito lo stencil sul telaio (mediante varie tecniche), questo viene posto sul supporto scelto, l'inchiostro viene poi posizionato sulla parte alta del telaio e con una spatola di gomma viene spalmato sull'intero telaio, comprese ovviamente le aree aperte al substrato. L'inchiostro passa attraverso gli spazi aperti e si deposita sul supporto (carta, tela, stoffa ad esempio). Il telaio viene quindi rimosso e il supporto viene fatto asciugare. Il telaio può essere riusato dopo essere stato pulito.

Stampa Digitale

L'avvio di questa tecnologia iniziò negli anni '70 con la diffusione delle prime fotocopiatrici. Queste apparecchiature che garantivano la semplice riproducibilità del documento hanno portato alla nascita delle prime stampanti domestiche e successivamente a macchine dalle prestazioni equiparabili se non superiori (in certi ambiti) a quelle della stampa offset.
Attualmente sono reperibili stampanti da poche pagine/minuto, fino ad arrivare a stampanti a bobina che raggiungono una velocità di 1.200 pagine/minuto.
Le applicazioni più vantaggiose di questo tipo di tecnologia di stampa sono rappresentate dalla possibilità di generare documenti detti a dato variabile, dove cioè ognuno dei fogli presenta delle differenze che seppur minime ne rendono impossibile la realizzazione senza la variazione della forma originaria. Un altro grosso vantaggio della stampa digitale è che non sono più necessarie tutte le procedure di prestampa necessarie nella stampa offset o nella stampa tipografica (creazione delle forme, messa a punto della macchina).
Per le basse tirature il costo-copia di un documento stampato digitalmente è molto più conveniente di uno stampato con tecnologia offset dove per ottenere delle economie è necessario stampare grandi quantità. Per altro la stampa tradizionale è conveniente solo nelle applicazioni in cui il tempo per la realizzazione del documento non è un fattore primario. La stampa digitale ha aperto nuove possibilità agli stampatori quali le applicazioni di stampa su richiesta (print on demand).

La Stampa

L'invenzione della stampa a caratteri mobili è attribuita al tedesco Johann Gutenberg, seppure sia probabile che già i cinesi utilizzassero in precedenza tecniche simili e che, contemporaneamente a Gutenberg, anche stampatori tedeschi, boemi, italiani (Panfilo Castaldi) e olandesi stessero lavorando nella stessa direzione. In ogni caso, Gutenberg, in società con il banchiere Johann Fust e con l'aiuto dell'amanuense Peter Schöffer, stampa tra il 1448 e il 1454 a Magonza il primo libro con questa tecnica. Si tratta della celebre Bibbia a 42 linee (dal numero delle linee di testo che compongono ogni pagina) che viene messa in vendita a Francoforte nel 1455.
La tecnica di Gutenberg consiste nell'allineare i caratteri (piccoli prismi metallici di sezione variabile, su ciascuno dei quali compare in rilievo a rovescio un carattere) assemblandoli in linee, e unire questi creando le pagine complete di testo. Ogni matrice relativa ad una pagina viene quindi inchiostrata e successivamente stampata con un torchio pressore.
Grazie alla mobilità dei collaboratori di Gutenberg e Schöffer, nell'arco di circa un decennio la nuova tecnica si diffonde nelle varie città europee. In particolare, in Italia si registra nel 1464 la presenza di Arnold Pannartz e Konrad Sweynheim presso il monastero di Subiaco e, successivamente, a Roma.
In Italia la nuova tecnica di stampa si diffonde rapidamente e, in particolare, a Venezia i primi stampatori compaiono nel 1469 e portano la città a diventare il più importante centro europeo del libro a stampa; qui nella prima metà del Secolo XVI vengono prodotti quasi la metà dei libri stampati in Italia. È proprio a Venezia che nel 1501 Aldo Manuzio pubblica i suoi enchiridia (libri tascabili), classici latini senza note e senza commento, realizzati con un nuovo carattere corsivo disegnato da Francesco Griffo. Nel 1472 a Foligno (altro importante centro tipografico agli albori della stampa) venne stampato, dal tedesco di Magonza Johannes Numeister (allievo di Gutenberg) e dal folignate Evangelista Mei, il primo libro in Lingua italiana: La Divina Commedia.
Con la Rivoluzione industriale del XIX secolo anche lo sviluppo tecnologico della tipografia compie notevoli progressi. All'inizio del secolo la pressa in legno, rimasta virtualmente immutata dai tempi di Gutenberg, viene sostituita da matrici di metallo e viene introdotta la stereotipia, cioè il procedimento di riproduzione della forma della pagina composta mediante calco su lastra metallica attraverso una pressione piana (tipografia a platina). Nel 1796, Aloys Senefelder introduce la litografia.
Arrivando all’età moderna, la crescita degli strumenti informatici ha comportato profondi cambiamenti anche alla tipografia e porta alla nascita, negli anni '70, della cosiddetta editoria elettronica. Le grandi apparecchiature per la stampa industriale vengono dotate di sistemi elettronici di controllo. Per la composizione delle pagine vengono resi disponibili sistemi che consentono di redigere da tastiera documenti che vengono automaticamente organizzati in linee e pagine. Dato che il processo della impaginazione di testi tipograficamente complessi richiede di procedere per tentativi, la composizione si avvale di videoterminali sui quali si possono vedere rapidamente gli effetti delle richieste del compositore. Con la diffusione del personal computer negli anni '80 cresce fino a diventare prevalente il numero degli autori che si occupano anche dei dettagli dell'impaginazione.
A partire dal 1985, con l'introduzione dell'Apple Macintosh e di programmi come PageMaker o Quark XPress, nasce il Desktop Publishing, destinato a soppiantare tutti i sistemi fino ad allora impiegati per la preparazione dei documenti da stampare.
In ambito tipografico un carattere viene definito logotipo ed esistono logotipi con gli aspetti più disparati. In informatica una famiglia di logotipi viene invece denominata font, termine che viene anche italianizzato in fonte. Anche dei font esistono molte diverse tipologie e varianti. Queste sono contraddistinte da nomi specifici, taluni dovuti a ragioni storiche (Bodoni, Helvetica, Sans serif, Garamond, Baskerville, Times, Courier, ... ), altri di fantasia; questo è anche dovuto alla brevettabilità dei font e alla opportunità per le aziende del settore di dotarsi di propri font contraddistinti da nomi diversi da quelli che identificano font preesistenti lievemente diverse. Anche la precisazione dei font nei diversi corpi vengono gestite con il computer: in particolare da alcuni anni risulta relativamente facile definire simboli speciali, dotati di forte impatto visivo.

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